Presentata una mozione per l’acqua pubblica e contro la sua privatizzazione

Giovedì 19 Novembre, la Camera dei Deputati, con 302 voti a favore e 263 contrari, ha approvato definitivamente il testo del decreto legge 135/2009 che prevede, all’articolo 15, la privatizzazione dell’acqua.

Ciò è accaduto nonostante che l’acqua sia riconosciuta come un diritto universale e non come merce e nonostante le gravi ripercussioni che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffa.

A fronte di questo gravissimo fatto, Andrea Zanoni, consigliere comunale e capogruppo di Italia dei Valori in consiglio comunale a Paese, ha presentato una mozione al consiglio comunale di Paese, sottoscritta anche dai consiglieri comunali Mardegan, Foffani, e Visentin, con la quale si impegnano il sindaco, la giunta ed il consiglio comunale a: 1) intraprendere tutte le azioni possibili per far conoscere al Parlamento ed al Governo italiano, il dissenso del consiglio Comunale di Paese nei confronti di questo provvedimento, richiedendone con forza la cancellazione; 2) richiedere al Presidente e alla Giunta Regionale del Veneto di presentare ricorso di costituzionalità contro l'art. 15 del Decreto Legislativo 135/2009, a tutela dell'autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.

La mozione verrà votata al prossimo consiglio comunale di lunedì 30 novembre.

“La privatizzazione dell’acqua consegnata in mano alle multinazionali private è un’orrenda esasperazione del capitalismo: con questa legge è stata decretata l’eliminazione dei diritti dei cittadini all’acqua, – ha commentato Andrea Zanoni capogruppo di Italia dei Valori in consiglio comunale a Paese, che ha aggiunto: – L'ingresso dei privati nella gestione delle reti idriche locali non significa un miglioramento del servizio e le esperienze fatte dimostrano il contrario.

L'acqua è un bene prezioso ed è indispensabile intervenire per ridurre la dispersione idrica, ora altissima; il fatto è che privatizzazione non risolve il problema, ma lo aggrava.

Va aggiunto che il controllo della gestione dell'acqua significa appalti e sub-appalti per miliardi di euro, nella potabilizzazione e depurazione delle acque, nella realizzazione delle reti idriche, nelle convenzioni con le multinazionali predatorie.

Avere il controllo dell'acqua vuol dire anche condizionare la vita di milioni di esseri umani.

Questo Governo sta realizzando il suo percorso autoritario e predatorio dei servizi e beni pubblici in spregio ai diritti, distorcendo addirittura l'interpretazione delle direttive Europee per giustificare il suo comportamento.. Speriamo che in consiglio comunale prevalga l’interresse dei cittadini sulle logiche di partito e che venga approvata questa mozione che è un atto di civiltà e responsabilità soprattutto verso le generazioni future.”