L'amore ai tempi delle mail

L’AMORE AL TEMPO DELLE MAIL
di Carlo Picco e S.D.
Un nuovo modo di conoscerci, di comunicare e amare, un linguaggio che sorvola il mondo
che cambia, ingloba, pianifica, impone nuovi ritmi di vita, ma che offre impensate possibilità
di conoscenze e frequentazioni. L’uomo pigiando sulla tastiera del pc impara progressivamente,
a volte per tentativi a volte per maggiore consapevolezza, a cogliere nella loro interezza le nuove
possibilità di comunicare. Così fa Carlo Picco, persona colta, professionista affermato: si accosta
con curiosità al mondo virtuale per il tramite di una nota e attendibile chat di incontri dove esprime
il suo sapere, il naturale mordente ironico, la propensione ai sentimenti e si incontra, e dapprima
scontra con una donna, altrettanto sagace,culturalmente viva,con una profonda vena di moderno
romanticismo, che da virtuale diventerà reale. Incontrata, amata e mai più dimenticata.
Quella di Serena e di Claudio è una bella storia oltre che un’interessante esperienza. Il 24 ottobre 2007 Claudio comprende, dopo molti scambi di mail, che si sta avverando ciò che lui ha sperato, ma che ora potrebbe perdere in un colpo solo: è costretto a confessare la sua vera età di quarantasettenne, prima che Serena, ventiseienne, parta da Matera per Torino, dove ha deciso coraggiosamente di venire ad incontrarlo.
Lei dà una bellissima risposta alla rivelazione di lui, ma ambiguacome tutte le battute mediate dai sentimenti e dalla poesia: sarebbe venuta a Torino e lo avrebbe abbracciato con il medesimo affetto sia che lui avesse settantasette anni, sia che fosse un adolescente, sia che fosse un ex recluso. Molto romantico, ma quali erano le sue vere intenzioni e riserve? Le sue speranze e i suoi propositi? Claudio aveva a suo favore il fatto che Serena, laureata e colta a sua volta, fosse una donna moderna incapace di resistere al fascino dell’intelligenza.
Le storie d’amore, come ogni genere di storie, possono concludersi, ma spesso non nello stesso momento in cui lo desiderano entrambi i protagonisti; anche perché sembra che in amore ci sia uno che concede e l’altro che riceve, pur restando o credendosi entrambi sullo stesso piano. Dopo alcuni bellissimi incontri a Torino e a Roma, dopo sei o sette mesi di quasi quotidiana corrispondenza, si appura che è l’intelligente e colto Claudio che ha ricevuto dalla giovinezza di Serena. Infatti a lui, che l’ama e la desidera ancora dopo un anno o più di silenzio,lei risponde per mail che anche lei non lo ha dimenticato, anche lei ricorda quelle notti di piacere, e per la gioia di quelle notti gli sarà sempre grata. Anche questa è una risposta bella e ambigua come tutte le risposte mediate dai sentimenti e dalla poesia, pari a quella con cui Serena era venuta a Torino: allora apriva ed ora chiudeva.
L’Italia, come si sa, nel bene e nel male, è costituita da numerose regioni, che erano però, prima del Risorgimento, nazioni, ciascuna con una propria città capitale, con una propria cultura, con un dialetto che aveva quasi la dignità di una lingua con i suoi poeti, scrittori e autori teatrali. In ogni ex capitale e persino nelle province ci sono ancora un antico teatro funzionante, i resti di antichi circoli e confraternite, ma non si sa quanto ormai sopravvivano le tradizioni, non solo culinarie e artigianali, ma anche di antichi costumi e di pudore. Inoltre il progresso accelerato e le lotte per l’emancipazione femminile e per altre emancipazioni “globali”, ci hanno messo nella condizione di non sapere sempre, tra persone di varie età, di varia istruzione e di vari atteggiamenti davanti alla vita e alla società, come debbano pensare le donne in materia di sesso. Serena è una giovane, colta e bella, certamente una persona seria, e al riguardo si esprime così (lo diciamo, ripetiamo, per le persone non aggiornate sui costumi).
«Il sesso (e non credo debba insegnartelo io ehehehe) non è ormai (e forse è stato sempre così) qualcosa che ti scava a fondo, di intimo, che ti segna, ti dona, ti arricchisce e ti logora. Anche se sei donna, lo vivi come un gioco (nel migliore dei casi) o come il modo migliore per riempire il sabato sera, o come uno sfogo, o come una necessità fi sica o come voglia di occupare l’altro lato del letto, o come obbiettivo di carriera e come business. […] Non dico che tutto ciò sia giusto, dico che è così. Dico anche che la donna dovrebbe recuperare molto il senso della vergogna, ma siamo nel 2007 e parliamo di aria fritta».
A proposito di mail e comunque di messaggi elettronici, si dice anche che abbiano molta influenza sul linguaggio. Noi non sappiamo perché e cosa si verificherà a lungo andare. Per ora è vero che i messaggi elettronici sono sintetici, abbreviati, poco curati dal punto di vista lessicale e grafico, gremiti di modi di dire gergali, di neologismi e di abbreviazioni. Non sappiamo se debba essere inevitabilmente così, ma pensiamo di no, dato che anche nelle mail si può scrivere bene, con cortesia ed eleganza formale, secondo le capacità e la cultura di ognuno.
Le mail di Serena e di Claudio risentono solo un poco dello stile parlato, abbreviato e improvvisato. Noi e l’Autore le abbiamo lasciate così com’erano negli originali, e solo per le nostre vecchie abitudini e per la comodità dei lettori abbiamo alternato i caratteri, segnato qualche capoverso, corretto qualche accento da acuto in grave e viceversa, regolato la quantità di puntini di sospensione, allineato le righe a destra e a sinistra, e poco altro. Non sappiamo se altri editori si comporteranno così in simili casi, poiché non ci sono tradizioni, ma assicuriamo ancora una volta che queste mail sono in sostanza autentiche.
L’Amore al tempo delle mail — romanzo di Carlo Picco — Collana «Luoghi narrativi» — pp. 128 — € 18,00 — ISBN 978-88-7015-379-8 — Todariana Editrice, Via Gardone, 29 - 20139 Milano Tel. 02.55213405 -— toeura@tin.it — www.todariana-eurapress.it